1º mayo - Lorenzo

May 1st, 2008

Sveglia alle 4:45.

La padrona di casa, solidale con l’iniziativa, si alza per farmi la colazione. Gran donna, la saluto con un bacio.

Esco in strada ed e’ ancora parecchio buio. La Habana Vieja e’ silenziosa e affascinante. Strada per strada inizio ad intravvedere varie persone che si incamminano.

compagni d’ufficioHo appuntamento alle 5:30 con i compagni del Oficina del Historiador vicino al Capidolio. La gente e’ gia’ numerosa, c’e’ musica che proviene dalle grande scalinata. I vari gruppi che si formano rappresentano i vari uffici; i compagni di lavoro, spesso con cappellino e maglietta a tono, si salutano e si preparano all’evento.

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succo d’arancia - Giulio

March 15th, 2008

(la version en français de suite)

Cari tutti,

                 scrivo stamani dopo una notte ricca di sogni ed un risvegio di crudeli riflessioni.

Qualche giorno fa ho parcheggiato l’auto ed ho visto tre giovani militari col fucile in spalla fermarsi e chinare la testa verso un mucchietto di stracci. Stavano parlando con una bambina seduta per terra, fissa a guardare il vuoto. Ero in ritardo ma avevo dimenticato la patente in macchina, per cui ho distolto lo sguardo per tornare sui miei passi a prenderla. Scene del genere le ho viste spesso e ovunque nel mondo, mi son detto… l’avrebbero fatta alzare e scaccaita da quel posto. Read the rest of this entry »

Toujours au Burundi

February 25th, 2008

Ancora qui nel cuore dell’Africa

Nel paese dalle mille colline

E` ormai passato piu` di un anno da quando ho svuotato la mia valigia trovandoci il mandarino del papi.

 

Il tempo di tornare non e` ancora arrivato

Perche` casa per ora e` qui

I giorni, le settimane, i mesi  corrono seguendo una routine che talvolta mi e` stretta e che altre volte rassicura.

 

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Bidonville - Giulio

January 14th, 2008

Dovrei essere in vena di festeggiare eppure ho una gran voglia di piangere…

Forse è la stanchezza di giorni e giorni di lavoro duro per evitare la chiusura del progetto per motivi di sicurezza… Fortunatamente i suoi frutti si son visti ieri, nel momento in cui la variazione che ho poroposto è stata accettata. Non c’è più la strada per “i miei ragazzi”.

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dal Pakistan - Giulio

December 10th, 2007

E’ domenica mattina, un messaggio da un collaboratore sul cellulare mi sveglia… missili sull’aeroporto della città, gli ostaggi dell’altro ieri liberati. Una Domenica che chiude una settimana di lavoro intenso, condiviso con i “miei” contadini.
Serve solo un po’ di pazienza per leggerla tutta ma son le impressioni che mi nascono spontanee prima che mi “abitui” a missili, bombe, kamikaze e altro:
Um abrao,
O Jùlio Campesino di Frontiera

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